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2008年10月

Un nuovo spazio

Per chi volesse visitarlo, perchi è un assiduo o anche sporadico o anche casuale lettore del mio blog, ho appena inaugurato il mio blog con google! questo non significa certo che abbandonero questo mio caro vecchio blog sul quale scrivo da ormai 3 anni e piu... beh cmq sia l'indirizzo è semplice semplice:
 
 
 
 
 
 
 
Enjoy!
2008年9月

[]

[...] Dante a mio parere ha commesso un grossolano errore nel porrecon un ingenuità da far paura, sulla porta del suo inferno l'iscrizione: "fecemi l' eterno amore" - sulla porta del paradiso cristiano e della sua eterna beatitudine  potrebbe in ogni caso a maggior diritto stare l'iscrizione  "fecemi l' eterno odio", ammesso che una verità possa stare sulla porta di una menzogna...
 
 
Friedrich Nietzsche
2008年8月

I TALK TO tHE WIND

I TALK TO THE WIND

Said the straight man to the late man
Where have you been
I've been here and I've been there
And I've been in between.

I talk to the wind
My words are all carried away
I talk to the wind
The wind does not hear
 The wind cannot hear.

I'm on the outside looking inside
What do I see
Much confusion, disillusion
All around me.

You don't possess me
Don't impress me
Just upset my mind
Can't instruct me or conduct me
Just use up my time

I talk to the wind
My words are all carried away
I talk to the wind
The wind does not hear
The wind cannot hear.

 

PARLO AL VENTO

Disse l'uomo retto all'anziano
Dove sei stato?
Sono stato qui e sono stato là
E sono stato nel mezzo

Parlo al vento
Le mie parole vengono portate via
Parlo al vento
Il vento non sente
Il vento non può sentire

Sono all'esterno che guardo all'interno
Cosa vedo?
Molta confusione, disinganno
Tutto intorno a me

Non mi possiedi
Non mi impressioni
L'unica cosa che fai è irritarmi
Non puoi istruirmi o guidarmi
Solo farmi perdere tempo

Parlo al vento
Le mie parole vengono portate via
Parlo al vento
Il vento non sente
Il vento non può sentire

 

Man in Black

Spesso mi è stato chiesto: "Ma perchè ti vesti sempre di nero??" vi lascio rispondere da Johnny Cash!
 
MAN IN BLACK
 
Well, you wonder why I always dress in black,
Why you never see bright colors on my back,
And why does my appearance seem to have a somber tone.
Well, there's a reason for the things that I have on.

I wear the black for the poor and the beaten down,
Livin' in the hopeless, hungry side of town,
I wear it for the prisoner who has long paid for his crime,
But is there because he's a victim of the times.

I wear the black for those who never read,
Or listened to the words that Jesus said,
About the road to happiness through love and charity,
Why, you'd think He's talking straight to you and me.

Well, we're doin' mighty fine, I do suppose,
In our streak of lightnin' cars and fancy clothes,
But just so we're reminded of the ones who are held back,
Up front there ought 'a be a Man In Black.

I wear it for the sick and lonely old,
For the reckless ones whose bad trip left them cold,
I wear the black in mournin' for the lives that could have been,
Each week we lose a hundred fine young men.

And, I wear it for the thousands who have died,
Believen' that the Lord was on their side,
I wear it for another hundred thousand who have died,
Believen' that we all were on their side.

Well, there's things that never will be right I know,
And things need changin' everywhere you go,
But 'til we start to make a move to make a few things right,
You'll never see me wear a suit of white.

Ah, I'd love to wear a rainbow every day,
And tell the world that everything's OK,
But I'll try to carry off a little darkness on my back,
'Till things are brighter, I'm the Man In Black.

 


'Till things are brighter, I'm the Man In Black.
2008年7月

La mia ultima poesia

Era da tanto che non scrivevo... Commenti graditi.
 
ELYSIUM
 
O uomo, o debole creatura,
A te fu dato d'esser consapevole cosciente,
di camminar come uno spettro nel presente,
Disarmato, fragile, impotente,  al fin ti ribellasti a tua natura.
 
E cosi, cosi mutevole mi appare,
si che a volte come giudice inclemente,
non esito ad elargir condanna e a disprezzar velocemente,
la tua disperazione, che d'altra vita conduce a immaginare.
 
Ma ecco, nell' attimo nel quale,
in cor mio si fa strada l' empatia,
io mi sussurro: "ei ne necessita, ei ne vive" e cosi sia!
Negar è si crudele, ad un fanciullo il suo natale.
 
O verità, o immortale amata mia,
io ti corteggio, di per di, nell' essere imparziale,
ma quanto costa, quanto affanno reca il domandare!
Seppur senza risposta disegna la mia via.
 
E allor io mi domando ancora,
Se il sorriso a te conduce, quel pindarico volare,
A te che speri, io non son degno di sperar negare!
E cosi non faccio, e cosi allora, amore di una vita, accingiamoci in silenzio a veder l'aurora.
 
Docile Egidio
 
 
2008年7月

Fantasmi

 
Fantasmi

Non son che un po’ di creta or che non sento Amor;
se non ho febbre in cor non son poeta.

La mia Virtù romita vive superba in sé,
ma la mia giovin fé non ha più vita

Tengo serrato il cuore,
perché ho in dispregio ognun;
non credo più a nessun...
Credo al Dolore.

Il Dubbio m’ha aggravato nel negro suo mantel:
solo attraverso quel vedo il passato.

E son fantasimi neri che lentamente van,
che perdonsi lontan nei cimiteri

Tengo serrato il cuore,
perché ho in dispregio ognun;
non credo più a nessun...
Credo al Dolore.

E sono sguardi spenti e disnodati crin...
Son figli del destin spinti dai venti;

(oh!) Son la mia fanciulla che adesso non è più...
Sono... la mia Virtù che va nel nulla!

Vita! Fatal menzogna che noi tentiam negar
ma che con presto andar creder bisogna:

cappa che Dio ne diede perché?!... Non lo sappiam:
ma che dovunque andiam ne stroppia il piede!

Il fato a noi prescrive
il pianto, ad ogni età.
Vita! Ne fai pietà...!
Pure si vive,
Pure si vive,
Pure si vive...
2008年5月

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 JOHN KEATS : da ODE SOPRA UN URNA GRECA
 
Le melodie conosciute sono dolci, ma quelle ignote
sono più dolci; perciò suonate, o morbide zampogne;
non per l'orecchio che sente ma, per questo più care,
suonate allo spirito mute canzoni:
o giovane grazioso, lì sotto gli alberi, tu non puoi cessare
la tua canzone, né quegli alberi potranno mai
spogliarsi; audace amante, mai tu potrai baciarla,
seppur vicino a guadagnar la meta

e tuttavia non disperare: essa non può sfiorire,
e anche se non riuscirai a cogliere la felicità,
potrai amarla per sempre, e lei sarà per sempre bella!
2008年5月

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E Sono 26...
 
Eccoli qua sono ben 26 lustri da quel mattino del 27 maggio 1982. Vediamo se riusciamo a tirare "sommariamente le somme" e mi si perdoni la forma!!
Allora in questi 26 anni sono successe parecchie cose belle e parecchie altre brutte. Vediamo le belle: Le cose belle sono per esempio che mi è capitata anzitutto una famiglia meravigliosa, che di meglio non potevo chiedere, non mi è stato mai fatto mancare niente anche quando questo è costato diversi sacrifici. Eppoi ho conosciuto tanta bella gente, tanti amici a cui sono legato nonostante con molti di loro abbiamo modi di pensare mooolto distanti, ma non è importante se alla base c'è la stima reciproca. Non voglio sminuire nessuno ma tra gli altri volgio ricordare una persona che conosco davvero da tanto tempo, dei miei amici forse quello che conosco da piu tempo, che considero come un fratello e con il quale in passato mi sono anche comportato un po mal, ma per fortuna i è sistemato tutto, e questo fa capire che bella persona che è : mi riferisco al caro ANTONIO GALUZZO detto TOTO BRAS e noi sappiamo perche Animoticon . Eppoi , poi in questi anni ho tanto amato a dire la verità, ho voluto bene a tante persone, e si sa quano io amo, amo con tutto me stesso e non mi risparmio affatto. Ma sopratutto due sono state fino ad ora le storie piu importanti , e due le persone che ricordero per sempre per motivi diversi hanno rappresentato una svolta nella mia vita: La prima si chiama ELISA, ed è stata la prima ragazza che ho amato davvero, con cui ho vissuto la mia prima storia che potrei definire seria, e la seconda si chiama SILVIA, beh per questa persona per un po di tempo ho davvero cambiato vita, sono andato ad abitare fuori casa, ho trovato un lavoro, ci ho convisutto praticamente, una persona che per tante altre cose è stata davvero importante, e non solo lei anche la sua famiglia, della gente meravigliosa che non fiinro mai di ringraziare per il comportamento che ha tenuto nei miei confronti davvero grazie. Si sa panta rei, tutto scorre, e niente resta mai, ma il ricordo rimane e rimarra per sempre (fino ad eventual alzaimer). Questo è il passato ma il presente? eh il preente è dolente da queto punto di vista, c'è una perona a cui voglio  davvero un gran gran bene e se leggera sa ce sto parlano di lei, ma le circostanze sono abbastanza avverse, c'è stato qualcosa ma sono stati pochi attimi ma davvero me li sento dentro. Questa persona si scusa, ma non ha niente di cui scusarsi davvero. Sappi che ti voglio un bene che non immagini (ma non sono tuo amico!!!!!) anche se certe volte non capisco i tuoi comportamnti e mi arrabbio anche. Andiamo avanti cmq 2 sono le persone che comunque sicuramente sono le piu significative per me: la prima è ia madre, grazie mamma, tu hai avuto ed hai  un coraggio che ha da insegnare a tutti, hai saputo portare avanti una famiglia da sola, e sei una donna unica, un riferimento sempre, mai ti faro capire quanto ti amo e quanto ti sono grato. L'altra persona non c'è piu. Non c'è piu da quando avevo 9 anni. Da quel settembre 1991 che volente o nolente ha condizaionato e condiziona tutta la mia vita, questa persona era mio papa. sono pochi i ricordi che ho insieme a lui ma debbo a lui tutto davvero, la casa dove vivo, e tutto il resto, tutto grazie al suo sudore. Quando ero piccolo mi mancava un padre, oggi mi manca il confronto da uomo a uomo con quel padre, vorrei averlo conosciuto meglio, sapere come la pensava su certe cose, avere confronti con lui , poter apprezzare cose che solo ora da uomo posso vedere e capire. Ma in lui spesso mi rivedo nello specchio, in tante gesti anche e la cosa alla quale ora ambisco di iu sara quel momento in cui potro pensare tra me e me che lui mi avrebbe detto: "EGIdio sono fiero di te". Vorrei aver potuto postare una foto con lui in cui si vedessero due uomini, ma il destino non ha reso possibile tutto ciò ed è rimasta solo una di un uomo e un bambino. preziosa come nessun altra cosa. Non ti dimentichero mai papà, spero di poter essere anche la metà dell'uomo che eri tu.
 
 
A tutte l persone cmq che mi vogliono bene un grazie davvero, e ricordatevi che anche io ve ne voglio anche se sono sempre un po SICKMAN :) ma onesto, coerente, e credo davvero con un cuore enorme. Grazie.
2008年5月

Nietzche

NIETZCHE
 
 
 
Siccome mi trovo nella situazione di stare leggendo come testo di esame LA GENEALOGIA DELLA MORALE di Nietzche, per la precisione la prima dissertazione (ma credo prorio di non fermarmi li), posto qui alcune tratti della medesima che mi hanno colpito particolarmente. Su molte cose intimamente credo di trovarmi daccordo con il caro Nietzche sebbene a chi mi conosca ciò possa risultare alquanto strano, ma questo non fa che condermare come io sia il luogo di molteplici contraddittorietà e credo se non altro che questo sia indice di intelligenza viva. Sebbene cmq, il pensiero di Nietzche sia da prendere con le pinze, è innegabile il suo fascino...
Volevo solo dire che la tesi che Nietzche sostiene è che la morale cristiana del  buono sia frutto del risentimento. Verso cosa? verso coloro che sono piu vitali, in contrapposizione appunto all0 imptenza e debolezza del popolo ebraico. Egli sostiene che dapprima gli aristocratici, i potenti stabiliscano essi stessi cosa è buono o no, quendi quello che fanno è fondalmentalmente dire di si a se stessi, mentre la morale del gregge, degli schiavi si forma solo in contrapposizione alla precedente, ed attua un rovesciamento dei valori naturali, laddove è considerato positivo essere deboli, poveri, brutti e infelici "poiche di costoro è il regno dei cieli"
 
 
 
Il phatos della signorilità, della distanza, come ho detto, il sentimento generale e fondamentalmente  durevole e dominante di una specie superiore, sovrana in relazione ad una specie inferiore , a un "sotto", è questa l'origine di una contrapposizione di "buono" e "cattivo"
 
Il latino MALUS potrebbe designare l'uomo dai capelli neri (hic niger est) come l'abitante preariano del suolo italico, che per il suo colore si staccava nel modo piu netto dalla razza bionda divenuta dominante, la razza ariana dei conquistatori
Il latino BONUS credo di poterlo interpretare come il "guerriero", sempre che io faccia risalire giustamente BONUS a un piu antico DUONUS (comfronta bellum= duellum=duen-lum, in cui mi sembra sia conservato il suddetto DUONUS)
 
Sul tronco di quell' albero della vendetta e dell' odio, l'odio Ebraico, l'odio piu profondo e sublime, creatore di ideali trasformatore di valori, del quale non c'è mai stato uguale sulla terra, germoglò qualcosa di altrettanto incomparabile , un AMORE NUOVO, il piu profondo e sublime di tutte le specie di amore, Ma non si creda che esso sia magari venuto su come un' autentica negazione di quella sete di vendetta , come l'antitesi dell' odio ebraico...TUTTALTRO! questo amore crebbe su di esso come la sua chioma , come la chioma trionfante, dispiegatesi sempre piu ampia nella piu pura chiarita e pienezza solare...
 
[...]Questo Gesu di Nazareth, personificazione del vangelo dell' amore, questo "REDENTORE" che portava la beatitudine e la vittoria ai poveri, agli infermi , ai peccatori, non era proprio lui la seduzione nella sua forma piu inquietante eirresistibile. Non ha Israele raggiunto proprio per la via traversa di questo redentore ,l'ultimo traguardo della sua sublime sete di vendetta?
 
[...]Il fatto che Israele dovesse negare come qualcosa di mortalmente ostile e inchiodare alla croce il vero strumento della sua vendetta davanti atutto il mondo, cioè tutti gli avversari di Israele potessero senza riflettere abboccare proprio a quest' esca? 
 
Al fondo di tute queste razze scelte non è da disconoscere l' animale da preda , la splendida bestia bionda che si aggira avida di preda e di vittoria, per questo fondo nascosto c'è bisogno ogni tanto di uno sfogo, la belva deve di nuovo venire fuori, tornare nell' aperta natura - nobiltà romana, araba, germanica, giapponese, eroi omerici, vichinghi scandinavi, in questo bisogno sono tutte uguali fra loro.
 
La profonda diffidenza che il tedesco suscita, non appena giunga al potere, anche di nuovo oggigiorno, è ancor sempre una ripercussione di quel terrore inestinguibile con cui l' Europa ha guardato per secoli all' infuriare della bestia bionda germanica (BENCHE TRA GLI ANTICHI GERMANI E NOI TEDESCHI SUSSISTA APPENA UNA PARENTELA CONCETTUALE E ANCOR MENO UNA PARENTELA DI SANGUE)
 
CHE GLI AGNELLI NE VOGLIANO AI GRANDI RAPACI, NON SORPRENDE, MA QUESTO NON è UN BUON MOTIVO PER AVERCELA CON I GRANDI RAPACI PERCHE SI IMPADRONISCONO DEGLI AGNELLINI. E SE GLI AGNELLI DICONO TRA LORO: "QUESTI RAPACI SONO CATTIVI, E CHI E' RAPACE IL MENO POSSIBILE, ANZI IL CONTRARIO DI ESSO, UN AGNELLO, NON E' CPSTUI BUONO?" E NON C'E' NIENTE DA RIDIRE SULL' ISTITUZIONE DI QUESTO IDEALE A PARTE IL FATTO CHE I RAPACI GUARDERANNOA CIO CON UN PO DI SCHERNO E SI DIRANNO FORSE: " NOI NON CE L'ABBIAMO AFFATTO CON LORO, QUESTI BRAVI AGNELLI, ANZI LI AMIAMO: NIENTE E' PIU SAPORITO DI UN TENERO AGNELLO!"
2008年5月

?

?
 
 
Gran brutto periodo questo, da tanto non mi sentivo cosi a terra. Maledetta consapevolezza, maledetta. Periodo nel quale mi sopporto a stento, periodo nel quale non so davvero che cosa ci faccio qui (qui inteso come mondo). Che diavolo è questo uno stupido sfogo depressivo? non lo so , se fosse cosi sparatemi davvero  odio questo genere di cose. Vorrei tanto entrare nella tua testa e vedere cosa ci passa dentro. Ignorare? tralasciare?tentare di capire? nono ormai non ne vale la pena, perdere tempo no no basta. Non ne vale la pena non piu voglia di pensare ne di considerare ne di di di di  ma di boh di niente. Ok...
 
 
 
 
RESET ALL
 
and
 
FUCK YOU ALL
2008年5月

.

 
On line again
 
Dopo un periodo di assenza il mio blog torna visibile, sto cercando di migliorarlo, cosi ho aggiunto un piccolo menù all'inizio in modo da rendere più immediato l'accesso alle varie sezioni senza dover per forza scorrere tutto il blog. Visitatemi, visitatemi e se passate lasciate un commento. Astenersi Emo, Berlusconiani, Tamarri, ragazzine. Grazie.
2008年4月

O fortuna

 
O FORTUNA
CARMINA BURANA -CARL ORFF
 
 
O Fortuna, velut Luna
statu variabilis,
 semper crescis aut decrescis;
vita detestabilis
nunc obdurat
et nunc curat
 ludo mentis aciem,
egestatem
 potestatem
dissolvit ut glaciem.

Sors immanis
et inanis
 rota tu volubilis
 status malus
vana salus
 semper dissolubilis,
obumbrata
 et velata
 mihi quoque niteris;
 nunc per ludum
 dorsum nudum
fero tui sceleris.

Sors salutis
 et virtutis
mihi nunc contraria
est affectus
 et defectus
 semper in angaria.

Hac in hora
 sine mora
 cordum pulsum tangite;
 quod per sortem
sternit fortem
mecum omnes plangite!
 
TRADUZIONE
 
O Fortuna, cangi di forma come la luna,
 sempre cresci o cali;
l’odiosa vita ora abbatte ora conforta a turno le brame della mente,
 dissolve come ghiaccio miseria e potenza.
Sorte possente e vana,
cangiante ruota,
maligna natura,
 vuota prosperità che sempre si dissolve,
ombrosa e velata sovrasti me pure;
ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda.
Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse,
tormenti e privazioni sempre mi tormentano.
In quest’ora senza indugio risuonino le vostre corde;
come me piangete tutti: a caso ella abbatte il forte!
 
2008年4月

Il gatto di schrodinger


Il paradosso del gatto di Schrödinger è un esperimento mentale ideato da Erwin Schrödinger allo scopo di dimostrare come quella che era l'interpretazione classica della meccanica quantistica risulta essere incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico.

« Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore di Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verisimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si è disintegrato. La prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione Ψ dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso [1] »
Il gatto di Schrödinger con la macchina infernale
Il gatto di Schrödinger con la macchina infernale

Dopo un certo periodo di tempo, quindi, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l'atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell'osservazione l'atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un'osservazione.

In pratica, dal momento che una particella elementare possiede la capacità di collocarsi in diverse posizioni contemporaneamente, ed anche di esser dotata di quantità d'energia diverse al medesimo istante, per quanto "assurda" al nostro modo di pensare, queste strane proprietà della materia e dell'energia corrispondono alla realtà del mondo dei quanti. Le particelle subatomiche sono "delocalizzate" nello spazio e nel moto, per cui - fra un esperimento e l'altro - si comportano come se stessero in più luoghi contemporaneamente. Ma, paradosso nel paradosso, ogni qualvolta una particella delocalizzata venga osservata con un esperimento che - per propria natura - modifica indispensabilmente sia il livello energetico, la quantità di moto e pure la posizione della particella in esame, essa verrà certamente trovata nella posizione cercata e dotata di quel determinato livello energetico.

Ritornando al caso del gatto, fino a quando l'atomo non si disintegra (e questo evento dipende unicamente dalla natura dell'atomo radioattivo scelto, quindi è un evento unicamente probabilistico), emettendo la particella che aziona il marchingegno letale, il gatto è sicuramente vivo. Viceversa, al decadimento dell'atomo, il gatto va certamente incontro alla morte. Pertanto, se non si apre il contenitore in cui alloggiano il gatto ed il marchingegno letale, non si potrà sapere che destino abbia avuto il gatto: di conseguenza, il gatto può - al contempo - esser considerato sia vivo sia morto. Solo aprendo il contenitore (quindi, compiendo l'esperimento) si reperirà un gatto vivo o morto. Il paradosso, solo apparente, sta proprio qui: finché non si compie l'osservazione, il gatto può esser descritto indifferentemente come vivo o come morto, in quanto è soltanto l'osservazione diretta che, alterando i parametri basali del sistema, attribuirà al gatto (al sistema medesimo) uno stato determinato e "coerente" con la nostra consueta realtà.

2008年4月

Giosuè Carducci


Inno a Satana
di Giosuè Carducci



A te, de l'essere
Principio immenso,


Materia e spirito,
Ragione e senso


Mentre ne' calici
Il vin scintilla
Sì come l'anima
Ne la pupilla;


Mentre sorridono
La terra e il sole
E si ricambiano
D'amor parole,


E corre un fremito
D'imene arcano
Da' monti e palpita
Fecondo il piano;


A te disfrenasi
Il verso ardito,
Te invoco, o Satana,
Re del convito.


Via l'aspersorio,
Prete, e il tuo metro!
No, prete, Satana
Non torna in dietro!


Vedi: la ruggine
Rode a Michele
Il brando mistico,
Ed il fedele


Spennato arcangelo
Cade nel vano.
Ghiacciato è il fulmine
A Geova in mano.


Meteore pallide,
Pianeti spenti,
Piovono gli angeli
Da i firmamenti.


Ne la materia
Che mai non dorme,
Re dei i fenomeni,
Re de le forme,
Sol vive Satana.


Ei tien l'impero
Nel lampo tremulo
D'un occhio nero,


O ver che languido
Sfugga e resista,
Od acre ed umido
Pròvochi, insista.


Brilla de' grappoli
Nel lieto sangue,
Per cui la rapida
Gioia non langue,


Che la fuggevole
Vita ristora,
Che il dolor proroga,
Che amor ne incora.


Tu spiri, o Satana,
Nel verso mio,
Se dal sen rompemi
Sfidando il dio


De' rei pontefici,
De' re cruenti;
E come fulmine
Scuoti le menti.


A te, Agramainio,
Adone, Astarte,
E marmi vissero
E tele e carte,


Quando le ioniche
Aure serene
Beò la Venere
Anadiomene.


A te del Libano
Fremean le piante,,
De l'alma Cipride
Risorto amante:


A te ferveano
Le danze e i cori,
A te i virginei
Candidi amori,


Tra le odorifere
Palme d'Idume,
Dove biancheggiano
Le ciprie spume.


Che val se barbaro
Il nazareno
Furor de l'agapi
Dal rito osceno


Con sacra fiaccola
I templi t'arse
E i segni argolici
A terra sparse?


Te accolse profugo
Tra gli dèi lari
La plebe memore
Ne i casolari.


Quindi un femineo
Sen palpitante
Empiendo, fervido
Nume ed amante,


La strega pallida
D'eterna cura
Volgi a soccorrere
L'egra natura.


Tu a l'occhio immobile
De l'alchimista,
Tu de l'indocile
Mago a la vista,


Del chiostro torpido
Oltre i cancelli,
Riveli i fulgidi
Cieli novelli.


A la Tebaide
Te ne le cose
Fuggendo, il monaco
Triste s'ascose.


O dal tuo tramite
Alma divisa,
Benigno è Satana;
Ecco Eloisa.


In van ti maceri
Ne l'aspro sacco:
Il verso ei mormora
Di Maro e Flacco


Tra la davidica
Nenia ed il pianto;
E, forme delfiche,
A te da canto,


Rosee ne l'orrida
Compagnia nera,
Mena Licoride,
Mena Glicera.


Ma d'altre imagini
D'età più bella
Talor si popola
L'insonne cella.


Ei, da le pagine
Di Livio, ardenti
Tribuni, consoli,
Turbe frementi


Sveglia; e fantastico
D'italo orgoglio
Te spinge, o monaco,
Su 'l Campidoglio.


E voi, che il rabido
Rogo non strusse,
Voci fatidiche,
Wicleff ed Husse,


A l'aura il vigile
Grido mandate:
S'innova il secolo,
Piena è l'etate.


E già già tremano
Mitre e corone:
Dal chiostro brontola
La ribellione,


E pugna e prèdica
Sotto la stola
Di fra' Girolamo
Savonarola..


Gittò la tonaca
Martin Lutero;
Gitta i tuoi vincoli,
Uman pensiero,


E splendi e folgora
Di fiamme cinto;
Materia, inalzati;
Satana ha vinto.


Un bello e orribile
Mostro si sferra,
Corre gli oceani,
Corre la terra:


Corusco e fumido
Come i vulcani,
I monti supera,
Divora i piani;


Sorvola i baratri;
Poi si nasconde
Per antri incogniti,
Per vie profonde;


Ed esce; e indomito
Di lido in lido
Come di turbine
Manda il suo grido,


Come di turbine
L'alito spande:
Ei passa, o popoli,
Satana il grande.


Passa benefico
Di loco in loco
Su l'infrenabile
Carro del foco.


Salute, o Satana,
O ribellione,
O forza vindice
De la ragione!


Sacri a te salgano
Gl'incensi e i voti!
Hai vinto il Geova
De i sacerdoti.

Nota: Qui nessuno celebra satana come comunemente inteso dal cristianesimo...del resto come potrei sono ateo!!! Prima di tutto la poesia è stupenda, e poi satana è inteso come ribellione, come umanista...beh per capire meglio leggete qui sotto:

Carducci in questa sua lirica celebra la figura di Satana e la rovescia in positivo; esso diventa quindi simbolo degli aspetti più positivi della vita. Nelle prime cinque strofe del componimento Satana rappresenta le gioie terrene: il banchetto, il vino, l’amore, princìpi della pienezza vitale. A questo proposito significativi sono i versi 19-20 nei quali il poeta con un apostrofo invoca Satana chiamandolo “Re del convito”. Nelle strofe seguenti Satana viene identificato con le bellezze naturali ed artistiche; infatti Carducci lo rappresenta con Agramainio, che nella mitologia iranica è il principio del male e della ribellione, con Adone, che nella mitologia greca è il bellissimo ragazzo di cui si innamorò Venere, allegoria della primavera e della natura e della natura fiorita, e infine Astarte, dea fenicia del piacere. Le bellezze naturali vennero fissate sulla tela o sulla carta o scolpite nei marmi dai Greci (cfr. verso 91 “i segni argolici”). Contro queste bellezze artistiche si scagliarono però con la loro ottusità ed il loro oscurantismo i primi cristiani, che non compresero il valore intrinseco di queste opere, e le considerarono solo idoli pagani. Ma il paganesimo, benchè bandito dal cristianesimo, sopravvisse nella plebe (vv 93-96).

L’inno continua poi mettendo in campo due figure: quella dell’alchimista e del mago del medioevo, entrambi insoddisfatti del loro sapere. Essi sono esempi dell’oscurantismo medievale e della superstizione che la ragione e la scienza, incarnate da Satana, dovrebbero trasformare in vero sapere (vv 105-108). Nella strofa seguente (vv 113-116) Carducci descrive  i primi monaci cristiani che praticarono l’ascetismo nel deserto; il monaco è definito triste proprio perché fugge dalla natura, si nasconde da essa perché vede in questa una manifestazione di Satana. Ma certamente i più degni simboli dell’oscurantismo medievale, in quanto ne furono vittime, sono Abelardo ed Eloisa (vv 117-120).

Abelardo fu un celebre filosofo vissuto nel XII secolo, propugnatore del libero pensiero, si innamorò della sua allieva Eloisa e venne punito dallo zio di lei con l’evirazione.

Poi polemicamente il poeta descrive la vita nel chiuso del convento dove i monaci sono attratti in maniera peccaminosa dalla cultura classica, leggendo Virgilio, Orazio e gli elegiaci. Qui è Satana ad essere simbolo di questa cultura, in quanto espressione di valori come la bellezza, l’amore e i piaceri della vita.

Con il passare dei secoli, soprattutto a partire dal 1300 Carducci mostra però come l’ascesi, la rinuncia, il dogmatismo non abbiano vinto del tutto: lo provano i roghi di Wicleff e di Huss, di Arnaldo da Brescia e di Savonarola, tutti monaci riformatori bruciati come eretici. A queste figure si associa quella di Lutero, l’iniziatore della riforma protestante, poi scomunicato dalla Chiesa di Roma.

Nel finale dell’inno, Satana viene identificato con il progresso della scienza, forza “vindice” della ragione e del progresso che anche nel presente ha vinto ogni forma di oscurantismo e di dogmatismo del cristianesimo. L’immagine più evidente del progresso è la macchina a vapore, la locomotiva, “un bello e orribile mostro” (vv 169-170). 

Le idee che il Carducci esprime nell’inno, così rivoluzionarie, e forti, erano comuni a buona parte dell’opinione pubblica del tempo, decisamente anticlericale, laica e vicina all’ottimismo della filosofia positivista.

2008年3月

Turbamenti...

Essere turbati non è come essere assetati in presenza di acqua potabile: è come essere assetati in assenza di acqua, o in presenza di acqua sporca. Significa volere fare qualcosa e allo stesso tempo non essere in grado di farlo, o volere fare qualcosa e allo stesso tempo non volerlo fare. Si tratta della congiunzione di un ' inclinazione a comportarsi in una certa maniera con un inibizione a farlo.

Gilbert Ryle - "Il concetto di mente"

2008年3月

A VIDEO FROM THE PAST

 
SANCTUARY - FUTURE TENSE
 
ahhh!! gli anni 80...
 

 

2008年2月

GRANDE GROUCHO!!!

FATEVI DUE RISATE...
 
 
 

 

 

 

 

 

 

2008年2月

ANNABEL LEE

ECCO A VOI UNA POESIA A DIR POCO MERAVIGLIOSA DI QUELLO CHE INSIEME A BAUDELAIRE E' IL MIO AUTORE PREFERITO: EDGAR ALLAN POE
(traduzione in fondo)
 
ANNABEL LEE
 
    It was many and many a year ago,
    In a kingdom by the sea,
    That a maiden there lived whom you may know
    By the name of Annabel Lee; –

    And this maiden she lived with no other thought
    Than to love and be loved by me.
    She was a child and I was a child,
    In this kingdom by the sea;

    But we loved with a love that was more than love –
    I and my Annabel Lee –
    With a love that the wingéd seraphs of heaven
    Coveted her and me.
 
    And this was the reason that, long ago,
    In this kingdom by the sea,
    A wind blew out of a cloud, by night
    chilling my beautiful Annabel Lee;

    So that her high-born kinsmen came
    And bore her away from me,
    To shut her up in a sepulchre
    In this kingdom by the sea.
 
    The angels, not half so happy in heaven,
    Went envying her and me: –
    Yes! that was the reason (as all men know,
    In this kingdom by the sea)
    That the wind came out of the cloud, chilling
    And killing my Annabel Lee.
 
    But our love it was stronger by far than the love
    Of those who were older than we –
    Of many far wiser than we –
    And neither the angels in heaven above,
    Nor the demons down under the sea,
    Can ever dissever my soul from the soul
    Of the beautiful Annabel Lee: –
 
    For the moon never beams without bringing me dreams
    Of the beautiful Annabel Lee;
    And the stars never rise but I see the bright eyes
    Of the beautiful Annabel Lee;

    And so, all the night-tide, I lie down by the side
    Of my darling, my darling, my life and my bride,
    In her sepulchre there by the sea,
    In her tomb by the side of the sea.
 
 
ANNABEL LEE (ITALIANO)
 
 Or son molti e molti anni
    che in un regno in riva al mare
    viveva una fanciulla che col nome
    chiamerete di Annabel Lee:
    e viveva questa fanciulla con non altro pensiero
    che d’amarmi e d’essere amata da me.
    Io ero un bimbo e lei una bimba,
    in questo regno in riva al mare;
    ma ci amavamo d’un amore ch’era più che amore-
    io e la mia Annabel Lee –
    d’un amore che gli alati serafini in cielo
    invidiavano a lei ed a me.
    E fu per questo che –oh, molto tempo fa-
    in questo regno in riva al mare
    un vento soffiò da una nube, raggelando
    la mia bella Annabel Lee;
    così che vennero i suoi nobili parenti
    e la portarono da me lontano
    per rinchiuderla in un sepolcro
    in questo regno in riva al mare.
    Gli angeli, non così felici in cielo come noi,
    a lei e a me portarono invidia –
    oh sì! E fu per questo ( e tutti ben lo sanno
    in questo regno in riva al mare)
    che quel vento irruppe una notte dalla nube
    raggelando e uccidendo la mia bella Annabel Lee.
    Ma molto era più forte il nostro amore
    che l’amor d’altri di noi più grandi-
    che l’amor d’altri di noi più savi-
    e né gli angeli lassù nel cielo
    né i demoni dentro il profondo mare
    mai potran separare la mia anima dall’anima
    della bella Annabel Lee:-
    giacché mai raggia la luna che non mi porti sogni
    della bella Annabel Lee;
    e mai stella si leva ch’io non senta i fulgenti occhi
    della bella Annabel Lee:-
    e così, nelle notti, al fianco io giaccio
    del mio amore – mio amore – mia vita e mia sposa,
    nel suo sepolcro lì in riva al mare,
    nella sua tomba in riva al risonante mare.
 
 
 
 
 
 
2008年2月

HERMAN HESSE

Boh questo è per te:
(Non è forse quello che ti dico sempre?)
 
 
 
Il dolore fa male solo perchè tu ne hai timore. Il dolore fa male solo perchè tu lo tratti male. ti perseguita solo perchè tu lo rifuggi. Non devi fuggirlo, non devi insultarlo, non devi temerlo. Lo devi amare. Lo sai già da solo che al mondo esiste una sola magia, una sola forza, una sola redenzione e una sola felicità, e questa si chiama amore. Ama dunche il dolore! Non resitergli, non sfuggirgli! Assaggia com'è dolce il suo fondo, donati a lui, non lo ricevere con repulsione! E' solo la tua repulsione a far male, nient'altro. Il dolore non è dolore, la morte non è morte, se tu non li rendi tali! Il dolore è musica eccelsa non appena tu l'ascolti --ma tu non l'ascolti mai, tu hai sempre l'orecchio un'altra musica, una musica tua propria, ostinata, e un'altra intonazione a cui non vuoi rinunciare e che mal si accorda con la musica del dolore. Ascoltami! Ascoltami e ricordati: il dolore non è nulla, è un'illusione. Sei tu solo che lo crei, sei tu stesso che ti fai del male.
2008年2月

ASSES ON FIRE

Da un idea di quell' uomo che risponde al nome di Giuseppe Colella, ecco a voi:
COME DISINFETTARE UN CESSO SENZA FATICA