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2009年1月 State Ascoltando...Death Wispered a Lullaby...
2008年12月 A dream within a dream - E.A.Poe
2008年11月 _Questa è la vostra occasione per sfogare i vostri insulti piu spinti:). Questo messaggio è rivolto sopratutto a chi mi conosce di persona, ma anche chi passa occasionalmente da qui: cosa pensate del sottoscritto? che tipo di persona pensate che io sia? feel free to write... 2008年11月 A colei che è troppo gaiaBello il tuo capo, il gestire, l'aspetto, I sonanti colori di cui spargi Qualche volta, in un bel giardino, dove Questa
poesia è dedicata a tutte voi che ostentate felicità e solarita ad ogni
costo...e che siete tutte fatte con lo stampo, non mi stupirei aveste
il codice a barre da qualche parte...
2008年10月 Il mondo è una mia rappresentazione...semplicemente una veritàA. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, I, 1
“Il mondo è la mia rappresentazione”: ecco una verità che vale in rapporto a ciascun essere vivente e conoscente, anche se l’uomo soltanto è capace di accoglierla nella sua coscienza riflessa e astratta: e quando egli fa veramente questo, la meditazione filosofica è penetrata in lui. Diventa allora per lui chiaro e certo che egli non conosce né il sole né la terra, ma sempre soltanto un occhio, che vede un sole, una mano, che sente una terra; che il mondo, che lo circonda, non esiste se non come rappresentazione, vale a dire sempre soltanto in rapporto ad un altro, a colui che lo rappresenta, il quale è lui stesso. Se mai una verità può venire enunciata a priori, è proprio questa: perché essa è l’espressione di quella forma d’ogni possibile ed immaginabile esperienza, che è piú universale di tutte le altre, piú del tempo, dello spazio e della causalità; dato che tutte queste presuppongono appunto quella. E se ciascuna di queste forme, che noi abbiamo riconosciute tutte come altrettanti particolari modalità del principio di ragione, vale solo per una particolare classe di rappresentazioni, la divisione in oggetto e soggetto è invece forma comune di tutte quelle classi, è quell’unica forma sotto la quale qualsivoglia rappresentazione, di qualsiasi natura, astratta o intuitiva, pura o empirica, è possibile e pensabile. Nessuna verità è dunque piú certa, piú indipendente da ogni altra, meno bisognosa di una prova, di questa: che tutto ciò che esiste per la conoscenza, cioè questo mondo intero, è solamente oggetto in rapporto al soggetto, intuizione di chi intuisce, in una parola: rappresentazione. Naturalmente questo vale, come per il presente, cosí per ogni passato e per ogni futuro, per ciò che è piú lontano come per ciò che è vicino: perché vale anche per il tempo e lo spazio, nei quali soltanto tutto viene distinto. Tutto quanto appartiene e può appartenere al mondo, ha inevitabilmente per condizione il soggetto ed esiste solo per il soggetto. Il mondo è rappresentazione. [...] Solo dunque dal punto di vista indicato, ossia in quanto è rappresentazione, noi consideriamo il mondo in questo primo libro. Che, tuttavia, questa considerazione, nonostante la sua verità sia arbitraria, risulta evidente a ciascuno in virtú dell’intima riluttanza che egli prova a concepire il mondo soltanto come sua mera rappresentazione; anche se a questo concetto egli non può certo mai sottrarsi. 2008年10月 Un nuovo spazioPer chi volesse visitarlo, perchi è un assiduo o anche sporadico o anche casuale lettore del mio blog, ho appena inaugurato il mio blog con google! questo non significa certo che abbandonero questo mio caro vecchio blog sul quale scrivo da ormai 3 anni e piu... beh cmq sia l'indirizzo è semplice semplice:
Enjoy! 2008年9月 [][...] Dante a mio parere ha commesso un grossolano errore nel porrecon un ingenuità da far paura, sulla porta del suo inferno l'iscrizione: "fecemi l' eterno amore" - sulla porta del paradiso cristiano e della sua eterna beatitudine potrebbe in ogni caso a maggior diritto stare l'iscrizione "fecemi l' eterno odio", ammesso che una verità possa stare sulla porta di una menzogna...
Friedrich Nietzsche 2008年8月 I TALK TO tHE WIND
Man in BlackSpesso mi è stato chiesto: "Ma perchè ti vesti sempre di nero??" vi lascio rispondere da Johnny Cash!
MAN IN BLACK
Well, you wonder why I always dress in black,
Why you never see bright colors on my back, And why does my appearance seem to have a somber tone. Well, there's a reason for the things that I have on. I wear the black for the poor and the beaten down, Livin' in the hopeless, hungry side of town, I wear it for the prisoner who has long paid for his crime, But is there because he's a victim of the times. I wear the black for those who never read, Or listened to the words that Jesus said, About the road to happiness through love and charity, Why, you'd think He's talking straight to you and me. Well, we're doin' mighty fine, I do suppose, In our streak of lightnin' cars and fancy clothes, But just so we're reminded of the ones who are held back, Up front there ought 'a be a Man In Black. I wear it for the sick and lonely old, For the reckless ones whose bad trip left them cold, I wear the black in mournin' for the lives that could have been, Each week we lose a hundred fine young men. And, I wear it for the thousands who have died, Believen' that the Lord was on their side, I wear it for another hundred thousand who have died, Believen' that we all were on their side. Well, there's things that never will be right I know, And things need changin' everywhere you go, But 'til we start to make a move to make a few things right, You'll never see me wear a suit of white. Ah, I'd love to wear a rainbow every day, And tell the world that everything's OK, But I'll try to carry off a little darkness on my back, 'Till things are brighter, I'm the Man In Black.
2008年7月 La mia ultima poesiaEra da tanto che non scrivevo... Commenti graditi.
ELYSIUM
O uomo, o debole creatura,
A te fu dato d'esser consapevole cosciente,
di camminar come uno spettro nel presente,
Disarmato, fragile, impotente, al fin ti ribellasti a tua natura.
E cosi, cosi mutevole mi appare,
si che a volte come giudice inclemente,
non esito ad elargir condanna e a disprezzar velocemente,
la tua disperazione, che d'altra vita conduce a immaginare.
Ma ecco, nell' attimo nel quale,
in cor mio si fa strada l' empatia,
io mi sussurro: "ei ne necessita, ei ne vive" e cosi sia!
Negar è si crudele, ad un fanciullo il suo natale.
O verità, o immortale amata mia,
io ti corteggio, di per di, nell' essere imparziale,
ma quanto costa, quanto affanno reca il domandare!
Seppur senza risposta disegna la mia via.
E allor io mi domando ancora,
Se il sorriso a te conduce, quel pindarico volare,
A te che speri, io non son degno di sperar negare!
E cosi non faccio, e cosi allora, amore di una vita, accingiamoci in silenzio a veder l'aurora.
Docile Egidio
2008年7月 FantasmiFantasmi Non son che un po’ di creta or che non sento Amor; se non ho febbre in cor non son poeta. La mia Virtù romita vive superba in sé, ma la mia giovin fé non ha più vita Tengo serrato il cuore, perché ho in dispregio ognun; non credo più a nessun... Credo al Dolore. Il Dubbio m’ha aggravato nel negro suo mantel: solo attraverso quel vedo il passato. E son fantasimi neri che lentamente van, che perdonsi lontan nei cimiteri Tengo serrato il cuore, perché ho in dispregio ognun; non credo più a nessun... Credo al Dolore. E sono sguardi spenti e disnodati crin... Son figli del destin spinti dai venti; (oh!) Son la mia fanciulla che adesso non è più... Sono... la mia Virtù che va nel nulla! Vita! Fatal menzogna che noi tentiam negar ma che con presto andar creder bisogna: cappa che Dio ne diede perché?!... Non lo sappiam: ma che dovunque andiam ne stroppia il piede! Il fato a noi prescrive il pianto, ad ogni età. Vita! Ne fai pietà...! Pure si vive, Pure si vive, Pure si vive... 2008年5月 _ JOHN KEATS : da ODE SOPRA UN URNA GRECA
Le melodie conosciute sono dolci, ma quelle ignote
sono più dolci; perciò suonate, o morbide zampogne; non per l'orecchio che sente ma, per questo più care, suonate allo spirito mute canzoni: o giovane grazioso, lì sotto gli alberi, tu non puoi cessare la tua canzone, né quegli alberi potranno mai spogliarsi; audace amante, mai tu potrai baciarla, seppur vicino a guadagnar la meta e tuttavia non disperare: essa non può sfiorire, e anche se non riuscirai a cogliere la felicità, potrai amarla per sempre, e lei sarà per sempre bella! 2008年5月 .E Sono 26...
Eccoli qua sono ben 26 lustri da quel mattino del 27 maggio 1982. Vediamo se riusciamo a tirare "sommariamente le somme" e mi si perdoni la forma!!
Allora in questi 26 anni sono successe parecchie cose belle e parecchie altre brutte. Vediamo le belle: Le cose belle sono per esempio che mi è capitata anzitutto una famiglia meravigliosa, che di meglio non potevo chiedere, non mi è stato mai fatto mancare niente anche quando questo è costato diversi sacrifici. Eppoi ho conosciuto tanta bella gente, tanti amici a cui sono legato nonostante con molti di loro abbiamo modi di pensare mooolto distanti, ma non è importante se alla base c'è la stima reciproca. Non voglio sminuire nessuno ma tra gli altri volgio ricordare una persona che conosco davvero da tanto tempo, dei miei amici forse quello che conosco da piu tempo, che considero come un fratello e con il quale in passato mi sono anche comportato un po mal, ma per fortuna i è sistemato tutto, e questo fa capire che bella persona che è : mi riferisco al caro ANTONIO GALUZZO detto TOTO BRAS e noi sappiamo perche
A tutte l persone cmq che mi vogliono bene un grazie davvero, e ricordatevi che anche io ve ne voglio anche se sono sempre un po SICKMAN :) ma onesto, coerente, e credo davvero con un cuore enorme. Grazie. 2008年5月 NietzcheNIETZCHE
Siccome mi trovo nella situazione di stare leggendo come testo di esame LA GENEALOGIA DELLA MORALE di Nietzche, per la precisione la prima dissertazione (ma credo prorio di non fermarmi li), posto qui alcune tratti della medesima che mi hanno colpito particolarmente. Su molte cose intimamente credo di trovarmi daccordo con il caro Nietzche sebbene a chi mi conosca ciò possa risultare alquanto strano, ma questo non fa che condermare come io sia il luogo di molteplici contraddittorietà e credo se non altro che questo sia indice di intelligenza viva. Sebbene cmq, il pensiero di Nietzche sia da prendere con le pinze, è innegabile il suo fascino...
Volevo solo dire che la tesi che Nietzche sostiene è che la morale cristiana del buono sia frutto del risentimento. Verso cosa? verso coloro che sono piu vitali, in contrapposizione appunto all0 imptenza e debolezza del popolo ebraico. Egli sostiene che dapprima gli aristocratici, i potenti stabiliscano essi stessi cosa è buono o no, quendi quello che fanno è fondalmentalmente dire di si a se stessi, mentre la morale del gregge, degli schiavi si forma solo in contrapposizione alla precedente, ed attua un rovesciamento dei valori naturali, laddove è considerato positivo essere deboli, poveri, brutti e infelici "poiche di costoro è il regno dei cieli"
Il phatos della signorilità, della distanza, come ho detto, il sentimento generale e fondamentalmente durevole e dominante di una specie superiore, sovrana in relazione ad una specie inferiore , a un "sotto", è questa l'origine di una contrapposizione di "buono" e "cattivo"
Il latino MALUS potrebbe designare l'uomo dai capelli neri (hic niger est) come l'abitante preariano del suolo italico, che per il suo colore si staccava nel modo piu netto dalla razza bionda divenuta dominante, la razza ariana dei conquistatori
Il latino BONUS credo di poterlo interpretare come il "guerriero", sempre che io faccia risalire giustamente BONUS a un piu antico DUONUS (comfronta bellum= duellum=duen-lum, in cui mi sembra sia conservato il suddetto DUONUS)
Sul tronco di quell' albero della vendetta e dell' odio, l'odio Ebraico, l'odio piu profondo e sublime, creatore di ideali trasformatore di valori, del quale non c'è mai stato uguale sulla terra, germoglò qualcosa di altrettanto incomparabile , un AMORE NUOVO, il piu profondo e sublime di tutte le specie di amore, Ma non si creda che esso sia magari venuto su come un' autentica negazione di quella sete di vendetta , come l'antitesi dell' odio ebraico...TUTTALTRO! questo amore crebbe su di esso come la sua chioma , come la chioma trionfante, dispiegatesi sempre piu ampia nella piu pura chiarita e pienezza solare...
[...]Questo Gesu di Nazareth, personificazione del vangelo dell' amore, questo "REDENTORE" che portava la beatitudine e la vittoria ai poveri, agli infermi , ai peccatori, non era proprio lui la seduzione nella sua forma piu inquietante eirresistibile. Non ha Israele raggiunto proprio per la via traversa di questo redentore ,l'ultimo traguardo della sua sublime sete di vendetta?
[...]Il fatto che Israele dovesse negare come qualcosa di mortalmente ostile e inchiodare alla croce il vero strumento della sua vendetta davanti atutto il mondo, cioè tutti gli avversari di Israele potessero senza riflettere abboccare proprio a quest' esca?
Al fondo di tute queste razze scelte non è da disconoscere l' animale da preda , la splendida bestia bionda che si aggira avida di preda e di vittoria, per questo fondo nascosto c'è bisogno ogni tanto di uno sfogo, la belva deve di nuovo venire fuori, tornare nell' aperta natura - nobiltà romana, araba, germanica, giapponese, eroi omerici, vichinghi scandinavi, in questo bisogno sono tutte uguali fra loro.
La profonda diffidenza che il tedesco suscita, non appena giunga al potere, anche di nuovo oggigiorno, è ancor sempre una ripercussione di quel terrore inestinguibile con cui l' Europa ha guardato per secoli all' infuriare della bestia bionda germanica (BENCHE TRA GLI ANTICHI GERMANI E NOI TEDESCHI SUSSISTA APPENA UNA PARENTELA CONCETTUALE E ANCOR MENO UNA PARENTELA DI SANGUE)
CHE GLI AGNELLI NE VOGLIANO AI GRANDI RAPACI, NON SORPRENDE, MA QUESTO NON è UN BUON MOTIVO PER AVERCELA CON I GRANDI RAPACI PERCHE SI IMPADRONISCONO DEGLI AGNELLINI. E SE GLI AGNELLI DICONO TRA LORO: "QUESTI RAPACI SONO CATTIVI, E CHI E' RAPACE IL MENO POSSIBILE, ANZI IL CONTRARIO DI ESSO, UN AGNELLO, NON E' CPSTUI BUONO?" E NON C'E' NIENTE DA RIDIRE SULL' ISTITUZIONE DI QUESTO IDEALE A PARTE IL FATTO CHE I RAPACI GUARDERANNOA CIO CON UN PO DI SCHERNO E SI DIRANNO FORSE: " NOI NON CE L'ABBIAMO AFFATTO CON LORO, QUESTI BRAVI AGNELLI, ANZI LI AMIAMO: NIENTE E' PIU SAPORITO DI UN TENERO AGNELLO!" 2008年5月 ??
Gran brutto periodo questo, da tanto non mi sentivo cosi a terra. Maledetta consapevolezza, maledetta. Periodo nel quale mi sopporto a stento, periodo nel quale non so davvero che cosa ci faccio qui (qui inteso come mondo). Che diavolo è questo uno stupido sfogo depressivo? non lo so , se fosse cosi sparatemi davvero odio questo genere di cose. Vorrei tanto entrare nella tua testa e vedere cosa ci passa dentro. Ignorare? tralasciare?tentare di capire? nono ormai non ne vale la pena, perdere tempo no no basta. Non ne vale la pena non piu voglia di pensare ne di considerare ne di di di di ma di boh di niente. Ok...
RESET ALL
and
FUCK YOU ALL 2008年5月 .On line again
Dopo un periodo di assenza il mio blog torna visibile, sto cercando di migliorarlo, cosi ho aggiunto un piccolo menù all'inizio in modo da rendere più immediato l'accesso alle varie sezioni senza dover per forza scorrere tutto il blog. Visitatemi, visitatemi e se passate lasciate un commento. Astenersi Emo, Berlusconiani, Tamarri, ragazzine. Grazie. 2008年4月 O fortunaO FORTUNA
CARMINA BURANA -CARL ORFF
O Fortuna, velut Luna
statu variabilis,
semper crescis aut decrescis;
vita detestabilis
nunc obdurat
et nunc curat
ludo mentis aciem,
egestatem
potestatem
dissolvit ut glaciem.
Sors immanis et inanis
rota tu volubilis
status malus
vana salus
semper dissolubilis,
obumbrata
et velata
mihi quoque niteris;
nunc per ludum
dorsum nudum
fero tui sceleris.
Sors salutis et virtutis
mihi nunc contraria
est affectus
et defectus
semper in angaria.
Hac in hora sine mora
cordum pulsum tangite;
quod per sortem
sternit fortem
mecum omnes plangite!
TRADUZIONE
O Fortuna, cangi di forma come la luna,
sempre cresci o cali;
l’odiosa vita ora abbatte ora conforta a turno le brame della mente,
dissolve come ghiaccio miseria e potenza.
Sorte possente e vana, cangiante ruota,
maligna natura,
vuota prosperità che sempre si dissolve,
ombrosa e velata sovrasti me pure;
ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda.
Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse, tormenti e privazioni sempre mi tormentano.
In quest’ora senza indugio risuonino le vostre corde; come me piangete tutti: a caso ella abbatte il forte!
2008年4月 Il gatto di schrodinger
Dopo un certo periodo di tempo, quindi, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l'atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell'osservazione l'atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un'osservazione. In pratica, dal momento che una particella elementare possiede la capacità di collocarsi in diverse posizioni contemporaneamente, ed anche di esser dotata di quantità d'energia diverse al medesimo istante, per quanto "assurda" al nostro modo di pensare, queste strane proprietà della materia e dell'energia corrispondono alla realtà del mondo dei quanti. Le particelle subatomiche sono "delocalizzate" nello spazio e nel moto, per cui - fra un esperimento e l'altro - si comportano come se stessero in più luoghi contemporaneamente. Ma, paradosso nel paradosso, ogni qualvolta una particella delocalizzata venga osservata con un esperimento che - per propria natura - modifica indispensabilmente sia il livello energetico, la quantità di moto e pure la posizione della particella in esame, essa verrà certamente trovata nella posizione cercata e dotata di quel determinato livello energetico. Ritornando al caso del gatto, fino a quando l'atomo non si disintegra (e questo evento dipende unicamente dalla natura dell'atomo radioattivo scelto, quindi è un evento unicamente probabilistico), emettendo la particella che aziona il marchingegno letale, il gatto è sicuramente vivo. Viceversa, al decadimento dell'atomo, il gatto va certamente incontro alla morte. Pertanto, se non si apre il contenitore in cui alloggiano il gatto ed il marchingegno letale, non si potrà sapere che destino abbia avuto il gatto: di conseguenza, il gatto può - al contempo - esser considerato sia vivo sia morto. Solo aprendo il contenitore (quindi, compiendo l'esperimento) si reperirà un gatto vivo o morto. Il paradosso, solo apparente, sta proprio qui: finché non si compie l'osservazione, il gatto può esser descritto indifferentemente come vivo o come morto, in quanto è soltanto l'osservazione diretta che, alterando i parametri basali del sistema, attribuirà al gatto (al sistema medesimo) uno stato determinato e "coerente" con la nostra consueta realtà. 2008年4月 Giosuè Carducci
Nota: Qui nessuno celebra satana come comunemente inteso dal cristianesimo...del resto come potrei sono ateo!!! Prima di tutto la poesia è stupenda, e poi satana è inteso come ribellione, come umanista...beh per capire meglio leggete qui sotto: Carducci in questa sua lirica celebra la figura di Satana e la rovescia in positivo; esso diventa quindi simbolo degli aspetti più positivi della vita. Nelle prime cinque strofe del componimento Satana rappresenta le gioie terrene: il banchetto, il vino, l’amore, princìpi della pienezza vitale. A questo proposito significativi sono i versi 19-20 nei quali il poeta con un apostrofo invoca Satana chiamandolo “Re del convito”. Nelle strofe seguenti Satana viene identificato con le bellezze naturali ed artistiche; infatti Carducci lo rappresenta con Agramainio, che nella mitologia iranica è il principio del male e della ribellione, con Adone, che nella mitologia greca è il bellissimo ragazzo di cui si innamorò Venere, allegoria della primavera e della natura e della natura fiorita, e infine Astarte, dea fenicia del piacere. Le bellezze naturali vennero fissate sulla tela o sulla carta o scolpite nei marmi dai Greci (cfr. verso 91 “i segni argolici”). Contro queste bellezze artistiche si scagliarono però con la loro ottusità ed il loro oscurantismo i primi cristiani, che non compresero il valore intrinseco di queste opere, e le considerarono solo idoli pagani. Ma il paganesimo, benchè bandito dal cristianesimo, sopravvisse nella plebe (vv 93-96). L’inno continua poi mettendo in campo due figure: quella dell’alchimista e del mago del medioevo, entrambi insoddisfatti del loro sapere. Essi sono esempi dell’oscurantismo medievale e della superstizione che la ragione e la scienza, incarnate da Satana, dovrebbero trasformare in vero sapere (vv 105-108). Nella strofa seguente (vv 113-116) Carducci descrive i primi monaci cristiani che praticarono l’ascetismo nel deserto; il monaco è definito triste proprio perché fugge dalla natura, si nasconde da essa perché vede in questa una manifestazione di Satana. Ma certamente i più degni simboli dell’oscurantismo medievale, in quanto ne furono vittime, sono Abelardo ed Eloisa (vv 117-120). Abelardo fu un celebre filosofo vissuto nel XII secolo, propugnatore del libero pensiero, si innamorò della sua allieva Eloisa e venne punito dallo zio di lei con l’evirazione. Poi polemicamente il poeta descrive la vita nel chiuso del convento dove i monaci sono attratti in maniera peccaminosa dalla cultura classica, leggendo Virgilio, Orazio e gli elegiaci. Qui è Satana ad essere simbolo di questa cultura, in quanto espressione di valori come la bellezza, l’amore e i piaceri della vita. Con il passare dei secoli, soprattutto a partire dal 1300 Carducci mostra però come l’ascesi, la rinuncia, il dogmatismo non abbiano vinto del tutto: lo provano i roghi di Wicleff e di Huss, di Arnaldo da Brescia e di Savonarola, tutti monaci riformatori bruciati come eretici. A queste figure si associa quella di Lutero, l’iniziatore della riforma protestante, poi scomunicato dalla Chiesa di Roma. Nel finale dell’inno, Satana viene identificato con il progresso della scienza, forza “vindice” della ragione e del progresso che anche nel presente ha vinto ogni forma di oscurantismo e di dogmatismo del cristianesimo. L’immagine più evidente del progresso è la macchina a vapore, la locomotiva, “un bello e orribile mostro” (vv 169-170). Le idee che il Carducci esprime nell’inno, così rivoluzionarie, e forti, erano comuni a buona parte dell’opinione pubblica del tempo, decisamente anticlericale, laica e vicina all’ottimismo della filosofia positivista. 2008年3月 Turbamenti...Essere turbati non è come essere assetati in presenza di acqua potabile: è come essere assetati in assenza di acqua, o in presenza di acqua sporca. Significa volere fare qualcosa e allo stesso tempo non essere in grado di farlo, o volere fare qualcosa e allo stesso tempo non volerlo fare. Si tratta della congiunzione di un ' inclinazione a comportarsi in una certa maniera con un inibizione a farlo. Gilbert Ryle - "Il concetto di mente" |
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